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13 settembre 2015

Addio al grande Moses Malone, se ne va una leggenda...

In questi giorni nei quali finalmente il basket riempie dinuovo le cronache sportive e le bacheche social anche dei più insospettabili grazie alle imprese dell'Italbasket, non possiamo rimanere impassibili difronte ad una nuova scomparsa di un'altra grande stella Nba. Ci lascia, a poche settimane da Darryl Dawkins, Moses Malone. A 60 anni, per un malore improvviso, se n’è andato uno dei più grandi: un titolo nel 1983 con la Philadelphia di Doctor J, 27.409 punti e 16.212 rimbalzi in carriera, tre volte mvp, 6 volte miglior rimbalzista della Lega, 12 chiamate per l’All Star Game, 20 stagioni di Nba sempre in doppia doppia di media.

LA SCOMPARSA. Venerdì scorso aveva presenziato da spettatore alla cerimonia di introduzione della classe 2015 nella Hall of Fame dei più grandi della storia del basket, un'arca della gloria di cui lui faceva parte dal 2001. Due giorni dopo, all'età di 60 anni, Moses Malone non c'è più, morto nel sonno apparentemente per un attacco di cuore, come ha rivelato Calvin Murphy, amico, suo ex compagno a Houston dal 1976 al 1982, e altro membro della Hall of Fame, che era con lui a Norfolk, in Virginia, non lontano dalla sua nativa Petersburg, per un torneo di golf.

BIG MO. Alto 208 centimetri, è stato eletto per tre volte miglior giocatore Nba, nel 1979 e nel 1982 a Houston e nel 1983 a Philadelphia. Era il centro di quei Sixers '83 che hanno vinto il titolo Nba contro i Lakers di Jabbar e Magic, finale in cui è stato eletto miglior giocatore a 25.8 punti e 18 rimbalzi di media, capace di imporsi nella squadra di Mo Cheeks e Julius Erving come miglior realizzatore e miglior rimbalzista. “Fo-Fo-Fo”(che sta per “Four Four Four”, quattro quattro quattro) fu lo slogan che impose prevedendo per Phila un cappotto in ogni serie di quei playoff. Vinsero effettivamente il titolo, e la previsione si rivelò sbagliata solo per una partita (4-1 invece che 4-0 nella finale a Est con Milwaukee).

CARRIERA E NUMERI IMPRESSIONANTI. È rimasto ai Sixers fino al 1986, un quadriennio in 21 anni da professionista con una carriera da “doppia doppia” di media, 20.6 punti e 12.2 rimbalzi girando nove squadre, dodici volte all'All Star Game, sei volte miglior rimbalzista (cinque di fila dal 1980 al 1985), ottavo ogni epoca per punti segnati (27.409) e sesto per rimbalzi (16.212), uno dei soli quattro giocatori Nba con Jabbar, Chamberlain e Hayes a chiudere con almeno 25mila punti e 15mila rimbalzi, il più grande rimbalzista offensivo della storia. Oltre alla maglia di Philadelphia (due volte), ha vestito quellE di Washington, Atlanta e San Antonio, dove ha chiuso la carriera nel 1995 facendo da chioccia a un altro gigante come David Robinson, dopo aver “allevato” in precedenza anche campioni come Olajuwon e Barkley. Non solo un grande campione...